Diabolik il film: sì o no?

Ho recuperato in ritardissimo il recente film di Diabolik dei Manetti Bros. Tutto quello che avevo visto (trailer, clip, poster, interviste… tutto!) mi era sembrato brutto e mi aveva riempito di pessimismo sulla qualità della pellicola, quindi me la sono presa molto comoda. E alla fine, invece… mi è piaciuto!

È un progetto strano e sbagliato sotto un milione di punti di vista, fatto per piacere a pochi e deludere molti. L’idea di mettere in cantiere due sequel senza aver prima visto l’esito di questo non so se definirla coraggiosa o incosciente (direi più la seconda che la prima).

Però è un film pieno di amore per il personaggio e le sue atmosfere, che traduce al cinema con gusto rétro e abbandonando con gioia ogni velleità di realismo. È tutto splendidamente e volutamente finto.

Certo, il risultato di un’operazione simile (strana, dicevamo, ma consapevole) è per forza di cosa zoppicante e indigeribile per gran parte del pubblico.

La sceneggiatura – modellata sin troppo fedelmente sullo storico numero 3 della serie e sul suo più recente remake – è spezzettata e prevedibile, con svolte che oggi risultano poco convincenti, i personaggi tagliati su stilemi degli anni Sessanta e anche la regia a tratti ci riporta a quegli anni, con i suoi movimenti di camera e gli scenograficissimi giochi d’ombra.

È, insomma, un prodotto estremamente di nicchia e oggettivamente pieno di problemi. Ma è anche un gioco molto divertente per chi accetta di stare al gioco.

Ah, purtroppo Luca Marinelli non ha neanche lontanamente la presenza scenica necessaria a dare vita al Re del Brivido, vedremo se il suo sostituto Giacomo Gianniotti saprà fare di meglio nei sequel.

In compenso, Miriam Leone sia come presenza scenica che come qualità attoriali se magna tutti: è la più precisa e misurata e ci regala una Lady Kant splendida e convincente, più carnale e suadente della sua controparte cartacea, ma forse proprio per questo anche più contemporanea; un personaggio del 2022 circondato da personaggi degli anni Sessanta.

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