Pilota automatico: La signora in giallo

Oggi Angela Lansbury compie 95 anni e ho pensato di omaggiarla dedicandole il primo appuntamento con quella che spero diventi una rubrica del blog: Pilota Automatico, in cui andiamo a rivederci o vederci per la prima volta le puntate pilota di serie “storiche” che magari abbiamo sempre visto iniziate ma che ora grazia a Netflix, Prime Video, Raiplay ecc. sono a nostra disposizione dall’inizio. E si comincia per l’appunto con Murder, She Wrote, da noi La signora in giallo.

Se volete vedervelo, l’intera serie è disponibile su Amazon Prime Video, ma non mi prendo responsabilità se quando iniziate a guardarla una persona a voi cara viene barbaramente uccisa.

Chi ha ucciso Sherlock Holmes?

Diretto da: Corey Allen
Scritto da: Peter S. Fischer

Super-episodio pilota da 90 minuti, poi splittato in due episodi per comodità di programmazione – e infatti anche su Amazon lo troviamo come due episodi separati.

Inizia subito con un colpo di scena: all’inizio della puntata Jessica Fletcher non è (ancora) una scrittrice. La prima volta che la vediamo, sta assistendo alle prove di uno spettacolo teatrale di genere giallo. È lì con due sue sodali (che credo non appariranno mai più per il resto della serie) e il regista cerca di cacciarle alla fine del primo atto perché gli esterni non possono assistere alla prove. Loro spiegano che sono tipo del club della cucina o del club del biscotto, comunque sono lì perché si occuperanno del catering dello spettacolo. Il regista le caccia comunque. Jessica Fletcher non se la prende, capisce la posizione dell’uomo. Gli dice che per quel che ha visto lo spettacolo avrà un bel successo e nessuno si accorgerà fino all’ultimo che il colpevole è lo zio.

Lui ci rimane malissimo.

Segue sequenza musicale con lei che fa varie cose da signora anziana intervallate da lei che va al liceo, dove insegna ai ragazzi, e lei che batte a macchina. Poi appare il sempiterno nipote Grady. Grady: uno che per tutta la serie non farà mai nulla ma sarà accusato di tutto. Solo in questa prima puntata fa qualcosa: trova in un cassetto della scrivania il manoscritto a cui ha lavorato Jessica e, a sua insaputa, lo manda a un editore, che subito decide di pubblicarlo.

Lei, che voleva scrivere solo per il gusto di farlo e non aveva intenzione di mandare la sua opera a nessuno, ci rimane malissimo.

Però il libro esce e nel giro di una settimana diventa un best-seller. Parte il tour promozionale, Jessica va a New York a conoscere l’editore, e in qualche modo si ritrova a una festa in maschera dove succedono varie cose. Lei è travestita da fata madrina di Cenerentola, uno degli ospiti è travestito da Sherlock Holmes, l’editore da Conte di Montecristo. Allegria. Appare un investigatore privato che non si sa bene chi sia. Poi vari indizi sparpagliati qua e là, ma noi ancora non ce ne accorgiamo. La mattina dopo, nella piscina c’è il cadavere di Sherlock Holmes. Gli hanno sparato in faccia.

Lui c’è rimasto.

Ma in realtà poi viene fuori che il cadavere non apparteneva al tipo vestito da Sherlock Holmes la sera prima ma al detective privato e c’è un rigiro di ricatti, tangenti, doppi giochi, spionaggio industriale che non sto a riportarvi. Ovviamente Grady viene accusato di omicidio.

Jessica stava per lasciare New York, ma ora il nipote è in pericolo. Ci rimane.

Indaga, scopre cose, sbugiarda bugiardi, pedina una nei quartieri malfamati e quasi l’accoppano ma uno che passa di lì la salva perché è famosa. Nel corso delle indagini, si sviluppa un’intesa col suo editore. E ci scappa un bel limone.

Stavolta, sono io a rimanerci.

Poi il nipote viene scagionato, ci sono alcune false piste, lei decide di andarsene anche se non si è capito chi è il colpevole, poi sul treno ha un’epifania e scende in tutta fretta. Sgama il colpevole, che è proprio il suo editore. Nessun limone resta impunito. Lui comunque la prende con sportività e, messo alle strette, decide di costituirsi. Jessica sta per partire in treno, saluto il nipote e gli dice che ne ha abbastanza di omicidi e indagini. Non si immischierà MAI PIÙ in simili storie. Smetterà anche di scrivere.

Non rimane a lungo di quell’opinione.

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