Tutte le origini del Joker

Grande protagonista a Venezia 76 e in uscita al cinema dal prossimo 3 ottobre, Joker di Todd Phillips sta facendo molto parlare di sé, soprattutto in virtù dell’interpretazione di Joaquin Phoenix. Ispirato al famoso villain di Batman, il film ne reinventa le origini da zero, evitando ogni riferimento al canone fumettistico.

A ben vedere, però, un canone vero e proprio sulle origini del Joker non c’è: sulla sua nascita circolano molte storie diverse, nel fumetto e negli altri media in cui il personaggio è apparso. Andiamo allora a vedere insieme tutte le volte che sono state narrate le origini del Joker!

Detective Comics #168: The Man Behind the Red Hood (Febbraio 1951)

Il Joker nasce nel 1940 sulla pagine del primo numero di Batman, una maschera senza storia, un ghigno sardonico ispirato a Conrad Veidt, interprete dell’adattamento cinematografico del 1928 de L’uomo che ride di Victor Hugo. Ma le origini del personaggio rimaranno nel mistero fino al febbraio del 1951.

Qui scopriamo che Joker, prima di essere Joker, era un tecnico di laboratorio che per arricchirsi si era reinventato rapinatore con il nome di battaglia di Cappuccio Rosso e una casco integrale che gli copriva il volto. Braccato da Batman e dalla polizia, li aveva seminati gettandosi in un condotto contenente prodotti chimici. Uscito nuovamente alla luce, aveva però scoperto che il contatto con i suddetti prodotti aveva cambiato il suo volto, schiarendo la sua pelle, arrossendo le labbra e dando ai suoi capelli un colore verde. Aveva così abbandonato l’identità di Cappuccio Rosso per diventare il Joker.

The Killing Joke (Marzo 1988)

Nel 1988 Alan Moore (con Brian Bolland ai disegni) riprende le origini del Joker narrate su Detective Comics e rende ancora più sfumato e tragico il personaggio. Ora il Joker è un ingegnere che, nella speranza di mantenere la moglie e il figlio nascituro, si licenzia dal suo lavoro di tecnico di laboratorio per dedicarsi alla stand-up comedy. Spera di sfondare, ma fallisce miseramente.

Bisognoso di denaro, accetta di partecipare a una rapina dove viene obbligato a indossare la maschera di Cappuccio Rosso (la banda è solita farla indossare ogni volta a una persona diversa, in modo da distogliere l’attenzione dalle vere menti dell’operazione). Nel mezzo dei preparativi per il colpo, però, sua moglie muore, e con essa il figlio che portava in grembo.

Non potendo sottrarsi alla parola data, l’uomo partecipa alla rapina. Anche qui l’intervento di Batman lo costringe a un bagno nei prodotti chimici che lo trasforma nel Joker e completa il suo percorso nella follia. Una giornata storta, sostiene, è tutto ciò che serve a trasformare un uomo onesto in un pazzo criminale.

The Killing Joke è però una storia delle origini atipica perché, di fatto, nega se stessa. In un’emblematica vignetta, infatti, il Joker afferma che non è sicuro di come siano andate le cose, a volte le ricorda in un modo a volte in un altro. Ma se deve avere un passato, allora preferisce che sia a scelta multipla.

Batman di Tim Burton (1989)

Anche il film di Batman diretto da Tim Burton riprende le origini classiche del personaggio, senza però coinvolgere l’identità di Cappuccio Rosso, né tantomeno la quasi contemporanea rilettura di Alan Moore.

Jack Napier (Jack Nicholson)è un gangster in missione per conto del suo capo alle industrie chimiche AXIS, dove si deve sbarazzare di alcuni documenti. Una soffiata alla polizia lo mette alle strette e l’intervento di Batman lo fa precipitare in una vasca piena di reagenti chimici. Dandolo per morto, Batman e la polizia se ne vanno.

Ma Napier è sopravvissuto, rimerge dalla vasca e si ritrova sfigurato. A poco serve l’intervento di chirurgia estetica a cui si sottopone: il suo volto ha assunto le fattezze di quello di un pagliaccio, con un ghigno crudele destinato a non andarsene mai più.

Batman Confidential #7-12: Amanti e pazzi (Settembre 2007 – Febbraio 2008)

Del tutto differente l’approccio di Michael Green (sceneggiatore per il cinema, tra le altre cose, di Logan e Blade Runner 2049, quindi chapeu) nella miniserie Amanti e pazzi, apparsa originariamente su Batman Confidential per i disegni di Denys Conway.

Cappuccio Rosso esce dall’equazione: alla sua prima apparizione Joker, o meglio Jack, è un assassino professionista annoiato e un po’ depresso che sta pensando di abbandonare il suo lavoro. Ma l’incontro quasi casuale con Batman lo incuriosisce e risveglia in lui la voglia di vivere (e di uccidere!).

È proprio Batman a procurargli il suo famoso ghigno lanciandogli addosso un batarang durante uno dei loro primi scontri. Successivamente, shockato per le condizioni in cui versa la sua ragazza del momento, in fin di vita a causa dell’operato di Jack, sempre Batman comunica la posizione dell’uomo a un boss mafioso che lo vuole morto.

Jack, per sfuggire agli sgherri del boss, finisce nella famosa vasca di sostanze chimiche. Quando ne esce, la trasformazione in Joker è completata.

Il Cavaliere Oscuro di Cristopher Nolan (2008)

Molto fedele all’assunto di Moore per cui le origini del Joker sono a scelta multipla, il Joker che vediamo ne Il cavaliere oscuro di Cristopher Nolan, interpretato ovviamente da Heath Ledger, racconta nel corso del film almeno tre versioni diverse della sua storia, o quantomeno del modo in cui si è procurato le cicatrici che deturpano il suo viso.

Non stiamo a ripercorrerle qui, tanto probabilmente sono tutte false. Ma per i curiosi o gli smemorati, può essere un’ottima occasione per rivedersi forse il miglior film di Batman che sia mai stato girato.

Batman Streets of Gotham #14-21: La casa di Hush (Novembre 2010 – Maggio 2011)

Un nuovo tassello sulle origini del Joker appare nella miniserie La casa di Hush firmata da Paul Dini (testi) e Dustin Nguyen (disegni): in alcuni flashback che raccontano il primo incontro e alcune vicende vissute da Thomas e Martha Wayne (i genitori di Batman) fa la sua comparsa Sonny, un orfano maltrattato, frequentatore abituale della clinica della Dottoressa Leslie Thompkins in cui lavora anche Martha. Dopo una serie di vicende che lo vedono anche infettato da un pericoloso virus, Sonny viene rapito dal gangster Sallie Guzzo, che approfitta e abusa di lui ripetutamente.

Anni dopo, il Joker uccide Sallie Guzzo e nel farlo ripete le stesse identiche parole che Guzzo aveva detto al piccolo Sonny. Dini a quanto pare ha confermato anche ufficialmente il sottinteso di questa scena: il piccolo Sonny era un giovanissimo Joker.

Batman Vol.2 #23.1: The Joker (Novembre 2013)

Troviamo un altro flashback sull’infanzia del Joker in un one shot del 2013 scritto da Andy Kubert e disegnato da Andy Clarke: Joker stesso ricorda (ma sappiamo quanto i suoi ricordi siano affidabili!) che quando era piccolo subiva i continui maltrattamenti di sua zia Eunice.

Per punirlo, la donna gli lavava la faccia con la candeggina e si vantava di come, anni prima, aveva ucciso il marito, Howard, sgozzandolo.

Batman Zero Year (Giugno 2013 – Luglio 2014)

La rilettura firmata Scott Snyder del primo anno di attività di Batman nella continuity New 52 riporta sotto i riflettori Cappuccio Rosso, o meglio Cappuccio Rosso Uno, capo di un’intera banda di uomini dalla maschera rossa. La banda è attiva sin da prima che Bruce Wayne assuma il mantello di Batman. Cappuccio Rosso Uno sostiene anche di essere stato profondamente segnato dalla morte dei coniugi Wayne, dato che anche i suoi genitori adottivi sono stati uccisi in quella stessa notte. Dopo la nascita di Batman, Cappuccio Rosso rimane affascinato dal vigilante e gli propone addirittura di unirsi a lui.

Batman ovviamente rifiuta l’offerta e continua a perseguire la banda, finché non si arriva al confronto finale ai laboratori della ACE Chemicals. In quell’occasione, come da tradizione, Cappuccio Rosso cade (o meglio, in questo caso, si lascia cadere) in una vasca di sostanze chimiche che, anziché ucciderlo, lo trasformano nel Joker.

Cappuccio Rosso quindi diventa per l’ennesima volta il Joker? Non esattamente: poco dopo l’incidente alla ACE Chemicals, la polizia ritrova il cadavere di William Distal, che secondo diversi testimoni è la vera identità di Cappuccio Rosso Uno. Chiunque l’abbia ucciso e sostituito è poi diventato il Joker. Ma quando sia avvenuta la sostituzione di preciso nessuno può dirlo. E chi fosse la persona che ha sostituito Distal è un mistero tuttora insoluto.

Gotham (2014-2019)

Le origini del Joker narrate nella recente serie tv Gotham sono una roba intricatissima. La prima persona ad assumere i tratti distintivi del Joker nella serie è il giovane circense con un passato di abusi Jerome Valeska (superbamente interpretato da Cameron Monaghan). Alla sua prima apparizione nella serie, viene scoperto colpevole dell’omicidio di sua madre e si lascia andare a fine puntata in una risata agghiacciante che non può che ricordare la nemesi di Batman per antonomasia.

Evaso da Arkham, Jerome guida un gruppo di suo ex compagni di manicomio in un piano totalmente folle che culmina con la sua morte in diretta televisiva. Sembra la fine della carriera per questa versione del Joker, ma la sua morte rocambolesca ha un effetto inaspettato: nasce un movimento clandestino, una sorta di culto i cui seguaci si comportano, come Jerome, in maniera insensata e violenta.

Uno dei seguaci arriverà persino a far risorgere Jerome che assumerà connotati molto simili a quelli del Joker senza faccia di Morte della famiglia (Snyder e Capullo, 2013). In queste vesti, Jerome si scontra diverse volte con il giovane Bruce Wayne e con il Commissario Gordon.

A questo punto tutti si pensava che la genesi del Joker fosse completata. Invece viene fuori che Jerome ha sempre avuto un gemello, Jeremiah Valeska (sempre Monaghan). Erano cresciuti insieme, ma Jerome bullizzava il fratello, che però a sua volta raccontava fandonie ed esagerava le malefatte di Jerome. Alla fine Jeremiah era stato portato “in salvo” e allontanato dal circo. Mentre Jerome continuava a subire gli abusi della famiglia, Jeremiah si era smarcato dal suo passato ed era diventato un brillante ingegnere.

Peccato che il fratello non intenda fargliela passare liscia: decide di ritrovarlo e ucciderlo, ma non prima di averlo fatto impazzire. Il piano funziona a metà: i tentativi di Jerome culminano con la sua stessa morte, questa volta definitiva, ma la sua vendetta si realizza quando fa aspirare a Jeremiah un gas speciale pensato apposta per la sua fisiologia che lo fa impazzire e dà al suo volto il caratteristico pallore da Joker.

Jeremiah eredita così la follia (e i seguaci) del fratello e, ossessionato per una serie di ragioni dalla figura di Bruce Wayne, lo perseguita. Il loro scontro culminerà con la caduta di Jerome in una vasca di prodotti chimici (eccola!). Finisce in coma e quando ne esce si finge catatonico in attesa del ritorno di Bruce Wayne, che nel frattempo ha lasciato la città. Dieci anni dopo, quando Wayne torna a Gotham, Jeremiah evade ma rimane in libertà solo quel tanto che basta per essere nuovamente catturato da una nuova ombra che si aggira per i grattacieli della metropoli: Batman.

E poi?

Ci sono altre storie che raccontano le origini del Joker, ma la maggior parte di esse continua a presentare variazioni sul tema dell’originale del 1951 o della rilettura di Alan Moore.

Ad esempio Batman: L’uomo che ride di Ed Brubaker e Doug Mahnke (febbraio 2005) è una riscrittura sia della prima comparsa del Joker raccontata su Batman #1 sia della scoperta del suo nesso con Cappuccio Rosso raccontata in Detective Comics #168, ma sembra comunque avere come riferimento per le origini del personaggio The Killing Joke. A seguire invece la scuola di un Joker già criminale prima della vera e propria trasformazione in Joker abbiamo ad esempio Paul Dini e Alex Ross in Oggetto di Studio (Batman Black & White vol.2, settembre 2002) e Steve Engelhart in Batman: Dark Detective (luglio-settembre 2005).

Da qualche tempo poi le cose si sono ulteriormente complicate: sulle pagine di Justice League #50 (maggio 2016) Geoff Johns ha rivelato che esistono ben tre Joker. Cosa questo significhi davvero e quale sia l’identità di questi tre diversi pagliacci sarà l’oggetto di una miniserie dedicata, dall’ovvio titolo Batman: Three Jokers, scritta dallo stesso Johns e disegnata da Jason Fabok. La data di uscita non è ancora stata annunciata, ma pare che un annuncio sia imminente. Pochi mesi fa Fabok ha pubblicato sul proprio profilo instagram una preview di alcune tavole.

5 Commenti

  1. Ma il Joker senza faccia di Morte della famiglia (Snyder e Capullo, 2013) alla fine che fine fà? Gliela riattaccano nelle storie successive?

    • Non ho letto i numeri successivi, ma Wikipedia mi dice che è morto e resuscitato grazie a un Pozzo di Lazzaro e quindi ora ha di nuovo una faccia.

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